Sardegna 2 Kenya: escursione
in mezzo all'Oceano Indiano

Quando si pensa al Kenya, l’immaginazione corre subito alla savana, ai leoni e agli elefanti che si muovono liberi tra l’erba alta. Ma il Kenya è anche oceano, barriere coralline e isolette che sembrano disegnate per i sogni. È qui che ho scoperto il Safari Blu di Sardegna 2 in Kenya, un’escursione che mi ha mostrato un volto diverso e sorprendente di questa terra.

Durante il mio ennesimo viaggio in Kenya, mi sono regalata questa fantastica escursione: una giornata intera all’insegna di mare e sole e… pesce! Ma che mare! D’altronde di ritrovi in mezzo all’Oceano Indiano. Una esperienza che ti consiglio vivamente di vivere.

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Sardegna 2 Kenya: dove si trova

Sardegna 2 si trova in Kenya,  vicino a Watamu e Malindi, sulla costa del Kenya, affacciata sull’Oceano Indiano. È il nome che è stato dato a una zona costiera caratterizzata da spiagge bianche e sottili, dove durante la bassa marea emergono piccole lingue di sabbia che ricordano le spiagge delle Maldive. Il luogo, situato tra Malindi e Watamu, è originariamente conosciuto con il nome di Mayungui.

Una giornata all’insegna di mare e sole

Sardegna 2 assomiglia molto a Nakupenda (il secondo piano del Paradiso), l’escursione che invece si fa a Zanzibar

Il profumo del mare e la brezza leggera accompagneranno l’imbarcazione tradizionale, un dhow in legno che scivolerà lento tra le acque turchesi. Intorno, il colore dell’Oceano Indiano cambierà continuamente: dal verde smeraldo al blu profondo, come se ogni onda avesse la sua sfumatura segreta

Sardegna 2: snorkeling nel parco marino di Watamu

La giornata è iniziata alle 9.30 circa e, una volta imbarcati da Malindi, abbiamo preso il largo su una imbarcazione con tettoia (sulla quale si poteva prendere il sole) e fondale in vetro per osservare i pesci nel punto in cui si è fatto snorkeling. 

Infatti, dopo circa 20 minuti di navigazione, ci siamo fermati per fare snorkeling (chi non lo ha fatto – come me – è rimasto sulla barca).  La prima sosta è sulla barriera corallina: maschera, boccaglio e subito un mondo parallelo si apre sotto gli occhi. Pesci coloratissimi, coralli che sembrano sculture viventi, stelle marine adagiate sulla sabbia bianca. Nuotare in queste acque è come entrare in un acquario naturale, con il cuore che batte forte per la bellezza che ti circonda. Chi non ha fatto snorkeling – come me – ha potuto osservare la fauna marina attraverso il fondale di vetro. Io mi sono comunque divertita a chiamare i pesci lanciando in acqua del pane.

Un atollo in mezzo all’Oceano Indiano

Quindi, si è ripartiti per raggiungere l’atollo in circa 40 minuti di navigazione. Durante il tragitto, il capitano Barilla e il suo staff hanno iniziato a pulire il pesce e i crostacei.

Si è approdati così a una lingua di sabbia che appare e scompare con le maree. Camminarci sopra dà la sensazione di essere sospesi tra cielo e oceano, con l’acqua che lambisce i piedi e lo sguardo che si perde all’orizzonte. È il luogo perfetto per scattare foto, ma soprattutto per fermarsi un attimo e respirare a pieni polmoni tutta la libertà del viaggio.

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Anche il pranzo è una esperienza nell’esperienza

Il pranzo è un’esperienza nell’esperienza: aragoste, gamberetti e pesce fresco come tonno, calamari e polpo cucinati alla griglia (con un barbecue sulla spiaggia) sul momento, serviti con frutta tropicale dolcissima e spezie che raccontano l’anima swahili del Kenya. Il pranzo si è fatto in barca, con il rumore del mare come colonna sonora. Dopo il pranzo, tempo dedicato ancora al relax sulla lingua di sabbia. 

Il rientro in barca, al tramonto, è il regalo finale. Il cielo si tinge di rosa e arancio, l’oceano riflette mille colori, e io penso che il Safari Blu non sia solo un’escursione: è un viaggio nel viaggio, un ricordo che resta inciso come la salsedine sulla pelle.

Il mio ritorno però è stato differente

Ma, siccome dovevo andare a Lichthous, una location spettacolare dove si fa aperitivo aspettando il tramonto africano, sono stata “abbandonata” davanti alla spiaggia del resort Jaracanda. 

La barca si è fermata all’improvviso. Il capitano mi dice: prego, scendi – in mezzo all’Oceano Indiano -. Segui la sabbia, vai sempre dritta. Ti aspettano sulla spiaggia. Ma sono in mezzo all’Oceano, non puoi lasciarmi qui. Akuna Matata. Basta che vai dritta e arrivi sulla spiaggia, dove ti aspettano.

Ed è così che ti accorgi, anche se sei idrofobica, di aver vinto le acque di un oceano. Non sei annegata in un metro d’acqua, non sei morta, nessun pesce di ha mangiato. Mai nessuno mi aveva abbandonato in mezzo a un oceano. Non ti è successo nulla e l’adrenalina ti è salita. Hai solo preso consapevolezza, anche questa volta. Che la vita non è fatta di se ma di nonostante. 

Sardegna 2: perché si chiama così

La spiaggia keniota di “Sardegna 2” si chiama così perché le sue lingue di sabbia. bianca e il mare cristallino durante la bassa marea ricordano le spiagge della Sardegna. Sono stati proprio i turisti italiani a iniziare a chiamarla così per la somiglianza con la loro terra. 

Come prenotare l’escursione a Sardegna 2

Puoi prenotare l’escursione Safari Blu di Sardegna 2 in Kenya con me che, insieme all’operatore locale (non beach boys). Contattami! Puoi vedere la scheda dell’escursione anche qui.

Restiamo in contatto!