Il pellegrinaggio ebraico della Ghriba

Il pellegrinaggio ebraico della Ghriba torna a Djerba, Tunisia.

Si terrà dal 30 aprile al 6 maggio sull’isola di Djerba, patrimonio dell’umanità Unesco, in Tunisia. Il tradizionale pellegrinaggio alla Sinagoga della Ghriba è  tra i più antichi appuntamenti religiosi ebraici del continente africano.

 

Aumentate le misure di sicurezza

Per il comitato organizzatore l’evento rappresenta una testimonianza vivente del patrimonio spirituale e della diversità culturale della Tunisia.

Alla luce delle preoccupazioni emerse dopo gli eventi del maggio 2023, quando diverse persone sono state uccise e ferite in un attacco alla sinagoga, le autorità tunisine e gli organizzatori hanno assicurato il rafforzamento delle misure di sicurezza per garantire anche quest’anno lo svolgimento dei riti religiosi in un contesto protetto e sereno.

Il comitato ha inoltre ribadito come Djerba continui a incarnare valori di tolleranza, convivenza e pace, invitando fedeli e visitatori a partecipare a un appuntamento simbolo del dialogo interreligioso nel Paese.

La storia della Sinagoga della Ghriba

La storia della sinagoga di Ghriba si intreccia indissolubilmente con quella dell’isola di Djerba e della comunità ebraica tunisina che a oggi conta meno di 1.500 persone, offrendo un affascinante esempio di convivenza tra culture diverse.

Le sue origini sono avvolte da un alone di mistero e leggenda.

Secondo una delle tradizioni più diffuse, la sinagoga sarebbe stata costruita in seguito alla distruzione del Tempio di Salomone a Gerusalemme. Un gruppo di sacerdoti ebrei, fuggendo da Israele, si sarebbe rifugiato a Djerba, portando con sé preziosi oggetti sacri e rovine del vecchio tempio fondando la sinagoga nordafricana.

Un’altra leggenda narra che la sinagoga sorgesse sul luogo in cui viveva una giovane donna, la cui purezza e santità la rendevano unica. Dopo la sua morte, il suo corpo incorrotto fu trovato in una grotta, che divenne presto oggetto di venerazione e luogo di pellegrinaggio.

Nonostante periodi di tensioni e persecuzioni, la Tunisia è riuscita a preservare un modello di convivenza interreligiosa unico nel suo genere, caratterizzato da un profondo rispetto reciproco e da una volontà di dialogo e comprensione tra le comunità cristiane, ebraiche e musulmane.

Come si svolge la processione

Ogni anno, in occasione della festività ebraica di Lag Ba’omer – che cade il 33mo giorno dell’Omer, ossia il 34mo giorno a partire dalla prima sera di Pesach (la Pasqua ebraica), quindi nel periodo tra aprile e maggio del calendario gregoriano – migliaia di pellegrini si recano a Djerba per visitare la Sinagoga di Ghriba e partecipare alle celebrazioni. 

Durante le processioni, i fedeli portano una grande “menorah”, il tradizionale candelabro ebraico, montata su tre ruote e decorata da simboli che ricordano le dodici tribù di Israele e i nomi dei rabbini tunisini venerati dalla comunità locale. 

Il corteo, inoltre, simboleggia l’unione mistica tra il popolo eletto e la divinità e i partecipanti intonano canti in onore di Rabbi Shimon, vissuto tra I e II secolo d.C., che assistette alla rivolta di Bar Kochba, avvenuta a Gerusalemme tra il 132 e il 135 d.C., sotto l’imperatore Adriano, e brutalmente repressa dai Romani. 

Al termine delle processioni, il candelabro viene portato nella sinagoga e vengono accese le candele. Si tratta dell’unica occasione rituale in cui non vi è separazione tra uomini e donne. 

La celebrazione per le donne

Un’altra celebrazione legata alla Sinagoga della Ghriba, invece, riguarda le donne, non necessariamente di religione ebraica, che depositano uova su cui vengono scritti i nomi di fanciulle nubili.

Le uova, poste su una struttura a forma di volta, che ricorda il punto in cui fu trovata la giovane donna morta nella sua capanna incendiata, sono accompagnate da candele, che restano accese per tutta la durata delle celebrazioni alla sinagoga.

Al termine di queste ultime, le uova vengono date alle donne nubili il cui nome vi era impresso, per propiziarne le nozze.

La storia della comunità ebraica

La storia della comunità ebraica tunisina non è stata sempre facile.

Nel corso dei secoli, gli ebrei tunisini hanno dovuto affrontare periodi di persecuzione e discriminazione, ma sono sempre riusciti a mantenere viva la loro identità e a proteggere i loro luoghi di culto.

Negli ultimi decenni, la comunità ebraica tunisina ha subìto un forte declino a causa dell’emigrazione verso Paesi occidentali. Nonostante ciò, la Sinagoga della Ghriba continua a essere un luogo di grande significato religioso e culturale.

Nei dieci anni successivi alla rivoluzione, sotto la guida degli islamisti, il Paese nordafricano ha dovuto affrontare una serie di attentati terroristici che hanno colpito luoghi simbolo del turismo e della vita civile. Gli attentati, oltre a causare diverse vittime, hanno gravemente danneggiato l’immagine del paese e messo a repentaglio la stabilita’ politica e sociale.

Pellegrinaggio ebraico della Ghriba: un turismo religioso che va a gonfie vele

Dopo gli anni bui del regime di Ennahda, la Tunisia ha iniziato un profondo processo di transizione verso la normalità.

Sebbene lo stato di emergenza per rischi legati al terrorismo resti in vigore, il Paese ha mostrato nel 2025 una forte resilienza, superando per la prima volta la soglia degli 11 milioni di visitatori internazionali in un solo anno. Il turismo ha generato ricavi record per 2,68 miliardi di dollari (pari a circa 7,88 miliardi di dinari tunisini), segnando una crescita dei proventi del 6,3 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e consolidando il superamento degli obiettivi fissati dal governo.

La performance del 2025 evidenzia un netto miglioramento rispetto al 2024, quando gli arrivi si erano fermati a 10,26 milioni con entrate per 2,55 miliardi di dollari.

I mercati regionali limitrofi hanno garantito la base di questa crescita, con l’Algeria e la Libia che si confermano i principali bacini di utenza, rispettivamente con 3,5 milioni e 2,25 milioni di visitatori. Anche il mercato europeo ha mostrato una forte ripresa, superando i 2,5 milioni di arrivi; la Francia si conferma il primo mercato outbound con circa un milione di turisti, seguita da una crescita significativa del Regno Unito (+40 per cento) e dell’Italia (+8,6 per cento).

La stragrande maggioranza dei tunisini condanna fermamente gli atti di violenza e continua a impegnarsi, al fianco delle autorità, per preservare i valori di tolleranza e apertura che hanno sempre caratterizzato la loro società. 

Visita la Ghriba durante questa escursione

È possibile visitare la Sinagoga di Ghriba durante il tour dell’isola di Djerba che dura mezza giornata, al mattino o al pomeriggio.

Contattami per maggiori informazioni, per organizzare tour o escursioni. Ti risponderò il più presto possibile!

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