Cosa vedere ad Ankara:
museo delle Civiltà anatoliche e lago salato

Il secondo giorno del tour classico della Turchia è stato dedicato ad Ankara, cosmopolita capitale della Turchia. Abbiamo percorso circa 445 km per arrivare ad Ankara da Istanbul, e altri circa 300 km per arrivare in tardissima serata in Cappadocia. 

Ankara: capitale della Turchia

Dopo aver fatto la prima colazione in hotel, siamo partiti per Ankara, capitale della Turchia, cuore storico e politico della Turchia, attraversando il ponte Euroasia, famoso per il panorama. 

Ankara è una città che sorge sull’altopiano anatolico a 938 metri sul livello del mare ed è la capitale della Turchia dagli anni Venti anche se, di fatto, è meno famosa rispetto a Istanbul. 

Solo verso la fine del 1919, infatti, la città è stata nominata capitale dal governo rivoluzionario e nel 1923 è stata riconosciuta come tale dal Parlamento per poi essere scelta come la residenza di Mustafà Kemal Atatürk, fondatore e primo presidente della Repubblica di Turchia. 

Ankara ha una storia davvero antica ma è durante il IV secolo d.C. che la città diventa un importante insediamento bizantino che viene occupato attorno al XI secolo prima dai Selgiuchidi e poi dagli Ottomani che l’hanno governata fino agli inizi del Novecento. 

Le differenti dominazioni che qui si sono susseguite hanno lasciato diversi segni e testimonianze che sono giunti sino a noi per raccontarci la storia di questa città dal grande fascino.

Perché la capitale è Ankara e non Istanbul?

Ankara è la capitale della Turchia perché dopo la dissoluzione dell’Impero Ottomano, Mustafa Kemal Ataturk scelse una città più centrale e simbolica per la nuova Repubblica, lontano dall’influenza e dal passato di Istanbul. 

La scelta di Ankara fu dettata da ragioni strategiche (ubicazione centrale) e ideologiche (simbolo di un nuovo stato nazionale moderno, laico e turco, da costruire “da zero”).

Cosa vedere ad Ankara

Dopo un pranzo tipico in uno dei ristoranti del centro, ci siamo dedicati alla visita di Ankara. Cosa vedere ad Ankara? In primis, il Museo delle Civiltà Anatoliche, conosciuto anche come Museo Ittita, uno dei luoghi più affascinanti di Ankara. Davvero bello! Se ti chiedi per cosa è famosa Ankara, questo museo è uno dei motivi che la rende nota. Situato ai piedi del castello della città, il museo raccoglie una collezione straordinaria che racconta la lunga e complessa storia dell’Anatolia, culla di alcune delle civiltà più antiche del mondo.

La visita è organizzata in modo impeccabile e la guida è stata davvero eccezionale: i reperti sono esposti in ordine cronologico, permettendo di seguire passo dopo passo l’evoluzione delle culture che si sono succedute in questa terra, dalla preistoria fino al periodo romano

Statue, ceramiche, gioielli, sigilli e bassorilievi raccontano con grande forza espressiva come l’Anatolia sia sempre stata un crocevia di popoli, commerci e culture. 

Passeggiare tra le sale del museo significa fare un vero e proprio viaggio nel tempo, in un’atmosfera che unisce silenzio, curiosità e meraviglia.

Dopo la visita, abbiamo raggiunto, per una sosta fotografica, il Mausoleo di Atatürk, una delle tappe imperdibili di Ankara. Questo monumento maestoso, che domina la città dall’alto, è dedicato a Mustafà Kemal Atatürk, il fondatore e primo presidente della Repubblica Turca. La sua imponenza e la cura con cui è mantenuto trasmettono un profondo senso di rispetto e ammirazione.

Lago salato e arrivo in Cappadocia in tarda serata

Dopo la sosta ad Ankara, abbiamo continuato il viaggio per la Cappadocia, dove siamo arrivati, molto stanchi, in tarda serata. Ma ci avevano tenuto aperto il ristorante!

Cosa vedere tra Ankara e Cappadocia? Prima dell’arrivo in Cappadocia, abbiamo però fatto una breve sosta al lago salato. 

A poca distanza da Ankara si trova uno dei luoghi più sorprendenti e fotografati della Turchia: il Lago Salato, chiamato in turco Tuz Gölü. È il secondo lago più grande del Paese, ma ciò che lo rende davvero unico è il suo aspetto quasi lunare. Durante l’estate, quando le temperature si alzano e l’acqua evapora, la superficie del lago si trasforma in una distesa bianca di sale scintillante, talmente uniforme da sembrare neve o ghiaccio.

Camminare a piedi nudi sul lago è un’esperienza particolare: il sale scricchiola sotto i passi, il paesaggio si riflette come in uno specchio e il silenzio assoluto amplifica la sensazione di trovarsi in un luogo fuori dal tempo. Non a caso, il Tuz Gölü è spesso definito il “deserto bianco” della Turchia.

Il lago, che si trova a circa 150 chilometri da Ankara, è anche un ecosistema importante: ospita diverse specie di uccelli migratori, tra cui fenicotteri rosa, che in primavera e inizio estate si radunano sulle sue rive creando un contrasto spettacolare con il bianco del sale e l’azzurro del cielo.

Molti viaggiatori si fermano qui al tramonto, quando la luce calda del sole colora la distesa salata di sfumature dorate e rosate, regalando uno dei panorami più suggestivi dell’Anatolia centrale. È un luogo che invita a rallentare, a respirare e ad ascoltare la natura in tutta la sua quieta potenza.

Purtroppo, avendo tardato sulla tabella di marcia, siamo arrivati al lago salato che era già buio inoltrato, ma lo spettacolo ne è valsa comunque la pena.  E anche gli acquisti, ovvero saponi e scrub a base di questo magnifico sale.

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